Il Comitato S. d. D. Edvige Carboni comunica di avere intenzione di trasformare un vecchio garage, acquistato nel 2008, in un centro di Documentazione, sempre intitolato alla Serva di Dio.
Al suo interno potranno essere custoditi non solo i libri - che attualmente, da due anni, sono depositati presso un privato -, ma anche documenti, testimonianze, atti processuali, foto, relazioni di grazie, corrispondenza, verbali di ormai ventuno anni e ogni altro materiale legato alla Causa di Canonizzazione.
Agli ammiratori della santità di vita di Edvige Carboni, chiediamo quindi un'attiva collaborazione per la realizzazione del progetto mediante una fervente preghiera ed offerte che potranno essere versate:
- su C/C postale N. 10671071 intestato a: "Comitato Edvige Carboni" 07018 Pozzomaggiore (SS);
- tramite Vaglia postale indirizzato allo stesso Comitato.
Ringraziamo sin d'ora di vero cuore tutti coloro che potranno sostenere questo progetto.
Biografia
Edvige Carboni nacque a Pozzomaggiore (Sassari) il 2 maggio 1880 da Giovanni Battista e Maria Domenica Pinna; una piccola croce impressa nel suo petto sembrò destinarla, sin da piccola, ad un'esistenza singolare.
Trascorse la sua infanzia e adolescenza in un ambiente familiare moralmente sano, onesto, forte e generoso, dedito al lavoro assiduo e diligente; lavorava al telaio, ricamava ed aiutava la madre nei lavori domestici, senza trascurare i suoi studi che furono diligenti e proficui. Verso i dieci anni, Edvige fece la Prima Comunione e, anche se la sua vita non rivelava esternamente niente di singolare, la Serva di Dio iniziò un cammino di perfezione evangelica, corroborato dalla preghiera incessante, dai Sacramenti e dal desiderio di essere gradita in tutto agli occhi del Signore; umile, ubbidiente, pura e caritatevole con tutti, Edvige Carboni corrispondeva generosamente alla Grazia di Dio che in Lei lavorava in modo pieno, accrescendo i suoi doni.
Non furono poche le incomprensioni, le affrettate condanne e le invidie da parte di molti; Edvige perdonava tutti e sempre, con quella dolcezza ed umiltà che tutti poi le riconobbero. Nella parrocchia natale svolse con amore la sua attività di catechista, insegnando a tutti in che modo amare e servire Dio... e non solo a parole; per tutti aveva un sorriso, una parola di incoraggiamento, una preghiera; i poveri e gli ammalati erano i suoi prediletti; chi l'avvicinava avvertiva in Lei la presenza del sacro.
Furono molti i sacerdoti e i vescovi che la stimarono e videro in Lei il dito di Dio; tra questi il Servo di Dio P. Giovanni Battista Manzella, Mons. Ernesto Maria Piovella, il Beato Don Orione, P. Felice Cappello, Padre Pio da Pietralcina e il Passionista Ignazio Parmeggiani, suo ultimo confessore.
I lutti e le malattie dei familiari le impedirono di farsi religiosa e di accettare un impiego presso l'Ufficio Postale di Pozzomaggiore; a casa c'era bisogno di lei, specie dopo la scomparsa della madre; Edvige pensò e si donò a tutti senza risparmiarsi e con gioia.
Pur se bisognosa di tante cose, si privava anche del necessario per sovvenire ai poveri a agli affamati durante le due grandi guerre, per la cui cessazione digiunava e pregava. Non lontana dai problemi del mondo, Edvige Carboni seppe calarsi nelle difficoltà della vita ed ebbe e diede il coraggio di affrontarle; la fede e Dio erano al centro di tutte le sue intenzioni e azioni: ecco il suo segreto; ecco il perchè della "singolarità" in Lei rispetto a tante donne sue e nostre contemporanee.
Pur se i suoi occhi miravano a lontani traguardi, ultraterreni, la Serva di Dio seppe soffermarsi a guardare gli uomini con amore e disinteresse, lontana da ogni forma di egoismo o desiderio di apparire.
Edvige era, insomma, la donna forte della Bibbia e la vergine sapiente del Vangelo, che seppe perfettamente fondere e unire il ruolo di Marta e Maria. "Signore vorrei morire a forza di amarti" era il suo motto e tutto il suo diario è permeato di espressioni simili, tanto da potersi avvicinare il suo linguaggio a quello di S. Caterina da Siena o di S. Teresa d'Avila, le uniche donne dottori della Chiesa. Immenso il suo amore per l'Eucarestia, per la Ss. Vergine e le Anime del Purgatorio.
Nel 1929 Edvige lasciò con grande rimpianto, ma rassegnata alla volontà di Dio, il suo paese natale per vivere, in seguito, in varie località del Lazio e, dal 1938 a Roma, anno in cui fece la sua ultima visita alla Sardegna.
Si farebbe un torto alla sua dolce e gigantesca figura insieme, se non si facesse un cenno ai doni mistici di cui fu insignita, a quei carismi che moltissimi notarono in Lei, nonostante Ella facesse di tutto perchè non si conoscessero. Non furono però questi doni che la resero "santa" già in vita, ma solamente le Virtù evangeliche che Ella praticò, la sua fede robusta, la sua speranza e carità, lo spirito delle Beatitudini che la resero straordinaria nelle cose più ordinarie ed infine l'ubbidienza alla Chiesa e al Papa che difendeva a spada tratta quando non mancavano le critiche al suo Magistero.
I fatti che si raccontavano su di Lei furono molti e meravigliosi: leggeva nei cuori, prevedeva eventi futuri, si sollevava in estasi dalla sedia su cui stava inginocchiata, sudava spesso sangue dalla fronte, la farina che regalava per il pane fruttava il doppio, otteneva la grazia della pioggia e con la preghiera riportò in vita un ragazzo rimasto ucciso dal calcio della sua cavalla.
Il dono che "più le costò" furono le stimmate, che portò sul proprio corpo dal 1909 fino alla morte, come i Servi di Dio Padre Pio da Pietralcina e Teresa Newmann. Oltre le stimmate, tra gli altri fenomeni mistici: estasi e visioni, visite della Madonna e dei Santi, animazioni di sacre immagini, persecuzioni diaboliche, bilocazione, comunioni misteriose, profumi e contatti con le Anime del Purgatorio. Edvige Carboni mistica! Non si pensi a malattie psichiche; la Serva di Dio era donna equilibrata e sana; bisognerebbe piuttosto pensare che: Dio non è poi così lontano se si rivela così misteriosamente e meravigliosamente nei suoi Santi; Dio, perchè potente, agisce come vuole in chi vuole; Dio ci vuol ricordare che esiste. Il muro che separa questa nostra realtà da quella eterna, è fragile; nei mistici Dio lo vuole abbattere e dare una risposta a tante tesi che lo negano.
Edvige Carboni chiuse la sua giornata terrena per iniziare quella celeste, eterna, la sera del 17 febbraio 1952, a Roma; il suo corpo riposa nel cimitero di Albano Laziale.
I suoi devoti, che La invocano con fede e che tante grazie hanno già ottenuto dalla Sua intercessione, si augurano che, superate le inevitabili e comprensibili difficoltà volute dal lungo iter che è necessario percorrere prima di arrivare alla Beatificazione, vedano quanto prima Edvige Carboni elevata agli onori degli altari.
Testo tratto da Ernesto Madau "La Serva di Dio Edvige Carboni - Ricerche", la Celere Editrice, Alghero 1994, pagg. 4-6

